venerdì 13 dicembre 2013

L'Audi Sport Quattro potrebbe avere un motore cinque cilindri da 360 cavalli


L'Audi ha da poco presentato la Quattro Sport Concept, tuttavia emergono i primi dettagli della versione ufficiale che dovrebbe uscire nel 2015.
La Quattro Sport Concept aveva un motore V8 4.0 biturbo con l'unità elettrica ed erogava 700CV e 800 Nm. Il magazine Auto Motor und Sport pensa che il capo dell'Audi, Ulrich Hackenberg, preferisce non usare il sistema ibrido, quindi il modello base potrebbe avere un motore a 5 cilindri da 2.5 litri che erogherà 360-380 CV. Il lato positivo è che la carrozzeria sarà in fibra di carbonio e in alluminio, permettendo così alla Audi Quattro Sport di pesare 1300 KG.

venerdì 6 dicembre 2013

Presentata ufficialmente la nuova Ford Mustang GT


La Mustang torna a far parlare di sè con un nuovo modello. Cominciamo dal look: qualche somiglianza con le precedenti versioni, però molto più all'avanguardia. Il frontale è molto aggressivo e capeggiato dalla grande griglia trapezoidale, ai cui estremi si posizionano i nuovi gruppi ottici con luci diurne a LED; il cofano presenta delle nervature muscolose, che contribuiscono a dare un’aria possente alla vettura.

Passando al posteriore attraverso la piacevole fiancata notiamo i due elementi dei fanali costituiti da tre barre che danno un effetto tridimensionale alla luce; una banda nera che incorpora anche il logo della vettura decora la coda, unendo visivamente le luci posteriori. La versione convertibile è dotata poi di una capote in tela realizzata con nuovi materiali più resistenti ed isolanti e capace di ritrarsi nella metà del tempo rispetto alla precedente generazione; l’estetica studiata per questa versione fa anche sì che il profilo della vettura risulti meno “massiccio” del passato.
Purtroppo la Ford ha usato un motore EcoBoost da 4 cilindri per l'ultima Mustang. Ciò non toglie che il motore eroga 305 cavalli e 406 Nm. In base alla motorizzazione, la nuova Mustang GT è disponibile sia con il cambio automatico che con il manuale.

domenica 1 dicembre 2013

L'antenata della Classe C nata 30 anni fa ha conquistato gli appassionati con lo stile italiano e la tecnologia tedesca. Ripercorriamo la sua storia.


In attesa di ammirare le forme della nuova Mercedes Classe C che approderà sul mercato nel 2014, ricostruiamo le vicende della sua progenitrice commercializzata nel 1983, la 190. Un modello che segna un punto di svolta nelle vicende della Stella e destinato a entrare nella storia dell'auto per le innovazioni tecnologiche e stilistiche introdotte, grazie anche a un italiano.

LE CRISI PETROLIFERE
Le origini di quella che sarà la prima berlina media del marchio di Stoccarda risalgono alla fine degli anni Settanta, quando ormai è chiaro che il mercato dell'auto è radicalmente cambiato a causa delle crisi petrolifere che hanno segnato il decennio. Eventi che favoriscono la nascita di modelli più piccoli nelle dimensioni e con cilindrate e consumi inferiori per fare fronte al rincaro dei carburanti. Un mutamento della domanda che induce le case automobilistiche a proporre modelli più efficienti e attrattivi, come Ford Fiesta, Fiat Panda e Volkswagen Golf, e che convince i marchi “premium” ad allargare la propria gamma verso il basso. La prima a farlo è la BMW con la Serie 3 del 1975 che riscontra subito un ottimo consenso di pubblico, grazie pure a una concorrenza modesta. Lo shock petrolifero, infatti, ha messo in crisi rivali di rilievo come Alfa Romeo e Lancia, mentre altri contendenti stanno ancora emergendo, come l'Audi. Azienda acquisita da Volkswagen a metà degli anni Sessanta che inizia a farsi notare con la “80” introdotta nel 1972.

UNA GAMMA “GRANDE”
A soffrire dei cambiamenti del settore è Mercedes che ha in gamma la W123, progenitrice della Classe E, e la W116, considerata la prima Classe S e sostituita dalla W126 nel 1979. Anno nel quale fa il suo esordio un altro modello destinato a diventare celebre, la meglio nota come Classe G, ma non in linea con le emergenti esigenze di contenimento dei consumi. Unica innovazione della Stella che pare andare incontro alla nuova domanda di risparmio è l'arrivo nel 1977 della 300 SD, prima turbodiesel dell'era moderna, per altro, destinata al mercato Nordamericano. L'esito è che in Europa le vendite Mercedes sono stagnanti e richiedono soluzioni repentine per affrontare gli anni Ottanta da protagonista.

LE PICCOLE STELLE
L'idea dei vertici di Stoccarda per uscire dalla crisi è di seguire l'esempio di BMW e sviluppare un modello più piccolo capace di contrastare il dominio della rivale. Nasce così il progetto W201 che dovrebbe dare vita alla futura “classe compatta”, com'è chiamata negli uffici tedeschi pur sapendo che non si tratta di un modello del segmento delle compatte, ma soltanto della “piccola” Mercedes. Un settore, per la verità, dove , ad iniziare dalla Benz Velociped del 1894, meglio nota come Velo, costruita in circa 1.200 esemplari. Una tradizione proseguita nel 1901 con la 35 CV e negli anni Trenta con la 130 (W23) con un rivoluzionario motore posteriore e la 170 (W15) dotata innovative sospensioni a ruote indipendenti e impianto frenante idraulico. Altre “piccole” del dopoguerra sono le W119 e W122 che, però, si fermano alla fase di prototipo.

IL DESIGN DI SACCO
Per la W201 la dirigenza Mercedes investe cifre sostanziose e impone parametri precisi. La futura auto dovrà soddisfare i tradizionali requisiti di sicurezza, comfort e qualità di Mercedes ed aggiungere consumi ed emissioni ridotti per fare fronte alle sempre più severe disposizioni in materia ambientale, in particolare emesse dagli Stati Uniti. Per lo stile l'incarico di disegnare la vettura è affidato a un quarantenne italiano arrivato a Stoccarda in cerca di fortuna nel 1958 dopo la laurea al Politecnico di Torino e una breve esperienza alla Ghia. E' Bruno Sacco, friulano classe 1933 che dopo 17 anni di gavetta sale al vertice del reparto design della Stella nel 1975. Un designer che iniziando proprio dalla W201. Modello per il quale traccia linee tese con tagli netti pensati non solo per l'estetica, ma pure per ottimizzare l'aerodinamica che, in effetti, raggiunge il ragguardevole Cx di 0,32.

UNA MECCANICA INNOVATIVA
Mentre Sacco definisce lo stile, gli ingegneri sviluppano la meccanica partendo dall'impostazione tipica della Stella: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore e avantreno McPherson a singoli bracci oscillanti triangolari. Per il retrotreno i tecnici progettano un inedito schema a ruote indipendenti con cinque bracci che dovrebbe assicurare una migliore precisione di guida e una superiore tenuta di strada, nonché contenere peso e ingombri. Una soluzione che si rivelerà efficace e passerà alla storia come multi-link. Ad essere all'avanguardia sono pure la carrozzeria con lamiere galvanizzate per evitare ruggine e corrosione e la scocca realizzata con acciai ad alta resistenza e con punti a deformazione differenziata per ridurre gli effetti sugli occupanti in caso di impatto. Un sistema che, secondo i tecnici di Stoccarda, assicura alla W201 una protezione in caso d'urto paragonabile a quella della Classe S dell’epoca. A favore della sicurezza sono pure i quattro freni a disco con, a richiesta, il sistema ABS.

INNOVAZIONE IN FORMA COMPATTA
Dopo sei anni di lavoro la W201 è pronta per il debutto l'8 dicembre del 1982, mentre la commercializzazione è prevista per l'anno seguente con il nome di 190. Alla presentazione della nuova “compatta” i consensi sono unanimi. Apprezzamenti riguardano l'eleganza pari a quella delle sorelle maggiori, i contenuti tecnici d'avanguardia e gli elevati livelli di sicurezza. Qualche critica, per la verità modesta, è riservata all'abitacolo, pregiato nel disegno della plancia ma con allestimenti che alcuni non ritengono all'altezza del blasone del marchio. A decretare il successo della 190 sono gli ordini, da subito sostenuti grazie anche allo slogan “Mercedes-Spitzentechnik in kompakter Form” (l'innovativa tecnologia Mercedes in forma compatta) ideato per il lancio sul mercato.

I MOTORI DELLA BABY BENZ
Al momento del debutto la “Baby Benz”, come presto viene ribattezzata, è disponibile con due unità benzina, il 2 litri con carburatore da 90 CV e, per la versione “E”, il motore di pari cilindrata con sistema di iniezione a comando meccanico-elettronico Bosch KE-Jetronic che eleva la potenza a 122 CV. Per entrambe il cambio è manuale a quattro velocità, mentre la trasmissione a 5 rapporti è ottenibile a richiesta in alternativa all'automatico a quattro marce. Ad allargare la famiglia arriva al Salone di Francoforte del 1983 la 190 D mossa da un 2 litri diesel aspirato che eroga 72 CV. Un'unità ribattezzata “Flüsterdiesel” (diesel che sussurra) per la rumorosità ridotta del 50% rispetto agli antesignani propulsori a gasolio e apprezzata per i consumi ridotti e per l'affidabilità. Motore che a fine del 1983 sbarca in USA con cilindrata maggiorata a 2,2 litri per compensare la perdita di potenza dovuta al montaggio dell'impianto di ricircolo dei gas di scarico necessario per rientrare nei severi parametri di legge americani. Stessa sorte subisce l'unità benzina della E, che negli “States” è venduta con una cubatura elevata a 2,3 litri per recuperare i cavalli persi con l'istallazione del catalizzatore con depurazione dei gas di scarico. A passare alla storia, però, è un altro 2.3.

LA SPORTIVA 2.3-16
Se il diesel riscuote i consensi di chi cerca una vettura parsimoniosa, a scuotere gli animi degli appassionati presenti alla rassegna dell'auto tedesca è la 190 motorizzata con il 2.3-16, ossia la versione sportiva. A distinguerla esternamente sono i paraurti in tinta con spoiler anteriore, l'assetto ribassato, l'alettone posteriore e i passaruota allargati che contengono i cerchi in lega con pneumatici maggiorati. L'aspetto grintoso è enfatizzato all'interno dai quattro sedili avvolgenti e strumentazione specifica. Ad entusiasmare, però, è il quattro cilindri M102 con due alberi a camme in testa e 16 valvole che consentono di erogare , di viaggiare a 230 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in 7,5”. A sottolineare le doti della sportiva sono le dove la 2.3-16 con poche modifiche registra tre su 25.000 km, 25.000 miglia e 50.000 km. Distanza, quest'ultima, coperta in 201 ore, 39 minuti e 43 secondi a una velocità media di 247,939 km/h. Al tris mondiale si aggiungono altri nove primati internazionali nella classe riservata alle auto a benzina con cilindrata compresa tra 2 e 3 litri.

LE EVO E IL TRIOMFO AL DTM
Le qualità della variante sportiva sono messe alla prova nel campionato tedesco di turismo (DTM) con risultati discreti e utilizzate nel 1984 per l'inaugurazione del nuovo circuito del Nürburgring. Un evento che porta diverse 190 E 2.3-16 a sfidarsi in una gare mozzafiato tra i campioni delle quattro ruote che rimarrà celebre per il nome del vincitore: a trionfare è un giovane pilota brasiliano appena approdato alla Formula 1, Ayrton Senna. Le esigenze competitive porta i tecnici ad affinare in continuazione la vettura progettando diverse eredi. La prima ad approdare sul mercato è la 2.5-16 con cilindrata elevata a 2,5 litri e potenza a (194 con catalizzatore). Nel 1988 è la volta della EVO, abbreviativo di Evoluzione, prodotta in 502 esemplari necessari per l'omologazione nel Gruppo A. L'unità è sempre di 2,5 litri, ma progettata per facilitare le elaborazioni previste per le gare, mentre la configurazione stradale ha potenza e velocità (235 km/h) identiche alla 2.5-16. L'anno dopo arriva la EVO II con 235 CV e velocità di 250 km/h che consentirà ai piloti Ludwig, Thiim e Schneider di piazzarsi ai primi tre posti della classifica finale del DTM del 1992.

IL PRIMO SEI CILINDRI
A subire continue evoluzione nel corso degli anni sono pure le 190 “normali”, migliorate nell'estetica, negli equipaggiamenti e nella meccanica. La gamma motori è arricchita nel 1985 con un inedito , seguito due anni più tardi da un turbodiesel di pari cubatura capace di erogare 122 CV. Per le unità benzina la novità arriva nel 1986 con le versioni 2.3 E e 2.6 E, con la prima che adotta il noto motore M102 nella configurazione monoalbero da 136 CV. Più affascinate la seconda che nasconde sotto il cofano un 6 cilindri in linea di 2,6 litri da 160 CV abbinato a un cambio a 5 velocità e che ha una dotazione ricca comprendente, tra l'altro, l'ABS. Sistema che, insieme alla trasmissione a 5 rapporti, si estende a tutta la gamma con il restyling del 1988. Un aggiornamento che introduce , ma nessuna novità di rilievo per le motorizzazioni se si esclude l'introduzione della marmitta catalitica che riduce di poco le potenze e, di conseguenza, le prestazioni. Ultima variazione alla meccanica della 190 arriva nel 1990 con l'estromissione dal listino della 2 litri a carburatore sostituita da un più efficiente 1.8 benzina a iniezione.

NASCE LA CLASSE C
Nel 1993 la 190 va in pensione dopo avere sfornato dagli stabilimenti di Brema e di Sindelfingen 1.879.630 esemplari. Dalle sue radici nasce la W202, la prima media di Stoccarda ad assumere la denominazione Classe C. Un modello che, come le successive W203 del 2000 e W204 del 2007, porta notevoli migliorie sul piano della sicurezza, del comfort e delle prestazioni, ma che sarà ricordato soprattutto per il debutto della versione station wagon (la S202) che riscuoterà notevole successo. Un carrozzeria che dalla W203 sarà affiancata dalla Sportcoupé, variante a due volumi e a due porte che, in qualche modo, concretizza la denominazione “classe compatta” pensata da ingegneri e designer al momento della progettazione della 190.

Fonte: www.omniauto.it

sabato 30 novembre 2013

Incidenti Supercars: LaFerrari incidentata in Italia.


Non sono ancora cominciate le consegne ai clienti che già una LaFerrari è stata coinvolta in un incidente. Nell'immagine si vede che la LaFerrari ha avuto un contatto con un camion ma le cause dell'incidente sono sconosciute. Il colpevole però, andrà in contro ad una bella fattura perchè è stato danneggiato un fanale posteriore e alcuni pannelli in fibra di carbonio dovranno essere sostituiti. Visto che l'auto ha il telone bianco, probabilmente si stavano facendo gli ultimi collaudi prima della consegna.

lunedì 25 novembre 2013

Formula 1 - A Interlagos vince ancora Vettel. Vittoria numero 13


Sebastian Vettel ha fatto 13. Il tedesco si è aggiudicato anche il Gran Premio del Brasile, ultima prova del Mondiale di Formula 1 e, in assoluto, ultima dell'era a 8 cilindri. Per il pilota della Red Bull è arrivata la 9ª vittoria consecutiva e la 13ª della stagione, nonché la 39ª in carriera.
La Red Bull, regina tra i costruttori, ha completato la doppietta sull'asfalto di Interlagos con il secondo posto dell'australiano Mark Webber, che ha salutato dopo l'ultima gara della carriera in Formula 1.
Lo spagnolo Fernando Alonso ha portato la Ferrari al terzo posto, chiudendo la propria gara davanti alla McLaren dell'inglese Jenson Button e alla Mercedes del tedesco Nico Rosberg.
Sesta l'altra McLaren del messicano Sergio Perez che si è lasciato alle spalle Felipe Massa. Il brasiliano, oggi in gara con un casco celebrativo della sua avventura in Ferrari giunta al culmine, ha così salutato il Cavallino.
A punti anche il tedesco Nico Hulkenberg su Sauber, l'inglese Lewis Hamilton sull'altra Mercedes Grand Prix e l'australiano Daniel Ricciardo all'ultima gara alla Toro Rosso visto che l'anno prossimo prenderà il posto di Webber alla Red Bull.
Nulla da fare per la Ferrari nel Mondiale Costruttori. La Rossa aveva come ultimo obiettivo della stagione la piazza d'onore che invece è andata alla Mercedes Grand Prix.

domenica 24 novembre 2013

Formula 1 - Vettel, è ancora pole. Alonso marca stretto Rosberg, secondo


Le qualifiche di Interlagos sono state assai travagliate per la pioggia. La Q1 e la Q2 sono andate avanti sotto il bagnato, ma la Q3 è stata ritardata di circa mezzora causa la pioggia che è stata più forte rispetto alle due manche precedenti.
I piloti avrebbero preferito continuare ma Charlie Whiting ha deciso di aspettare che la pioggia diminuisse, alla fine Stefano Domenicali ha dato ragione al direttore di corsa.
In Q3 non sono arrivate le due McLaren che, per preservare le gomme, non avevano provato con il bagnato, per cui si sono trovate assai in difficoltà, in più Perez ha anche picchiato in Q3.
Sono entrate invece le due Toro Rosso, una Lotus, fuori quella di Kovalainen, le due Ferrari, ovviamente le due Red Bull, così le Mercedes ed infine la Sauber di Hulkenberg.
Alla fine è stato ancora una volta impossibile battere Sebastian Vettel, autore di una precisione eccellente sul bagnato, dove ha dovuto fare anche lui alcune correzioni, ma senza fare errori, dando oltre un secondo di svantaggio al compagno di squadra Mark Webber, giunto quarto.
Nico Rosberg è riuscito ad acciuffare la prima fila, secondo, con una prova di forza. Bene Fernando Alonso, terzo, autore di un fuori pista che gli ha pregiudicato la possibilità di strappare la prima fila al diretto avversario per la seconda posizione nella classifica Costruttori, la Mercedes.
Solo quinta l'altra Freccia d'Argento di Lewis Hamilton, piuttosto nervoso al parco chiuso, dove si è dimenticato di stringere la mano a Vettel. Solo sesto Romain Grosjean che in Q2 era stato il più veloce.
Settima ed ottava la Toro Rosso, rispettivamente con Daniel Ricciardo e Jean-Eric Vergne. Nono Massa e a chiudere la top ten ci ha pensato Nico Hulkenberg con la sua Sauber. Domani è prevista ancora pioggia, che potrebbe sconvolgere le gerarchie attuali, tranne Vettel, che appare ancora un marziano.

giovedì 21 novembre 2013

Formula 1 - GP del Brasile: Orari e info sul circuito


Ecco gli orari del weekend:
Venerdì 22 Novembre
Libere 1: 13:00-14:30 (Sky Sport F1 HD – Rai Sport 1)
Libere 2: 17:00-19:30 (Sky Sport F1 HD – Rai Sport 1)
Sabato 23 Novembre
Libere 3: 14:00-15:00 (Sky Sport F1 HD – Rai Sport 1)
Qualifiche: 17:00 (Sky Sport F1 HD – Rai 2)
Domenica 24 Novembre
Gara: 17:00   ̶   71 giri  -  305,909 km (Sky Sport F1 HD – Rai 1)

INFORMAZIONI SUL CIRCUITO
Distanza a giro: 4,309km
Numero di curve: 15
Senso di marcia: antiorario

RECORD
Giro prova: 1:09.822 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Giro gara: 1:11.473 – J Montoya – Williams BMW – 2004
Distanza: 1h28:01.451 – J Montoya – Williams BMW – 2004
Vittorie pilota: 6 – A Prost
Vittorie team: 12 – McLaren
Pole pilota: 6 – A Senna
Pole team: 10 – McLaren, Williams
Migliori giri pilota: 5 – M Schumacher
Migliori giri team: 10 – Williams
Podi pilota: 10 – M Schumacher

Podi team: 30 – McLaren

TOP TEN EDIZIONI PRECEDENTI

Edizione 1975: tenutasi alla fine del mese di gennaio come seconda prova valida per il campionato mondiale, vede scattare in prima fila Jean Pierre Jarier su Shadow-Ford Cosworth seguito da Emerson Fittipaldi (McLaren-Ford Cosworth); problemi un po’ per tutti nella scelta delle mescole, date le elevate temperature. Alla partenza della gara è Carlos Reutemann (Brabham-Ford) a sopravanzare tutti, seguito dal poleman, da Carlos Pace e dalle due Ferrari. Il francese si riappropria poi della testa della corsa grazie alla pessima tenuta di strada della Brabham, allungando sugli inseguitori. Si accende la lotta per il terzo posto tra Regazzoni e Fittipaldi, con quest’ultimo che ha la meglio. Le posizioni rimangono invariate fino a 7 giri dal termine, quando la monoposto di Jarier è afflitta da problemi all’accensione che lo costringono al ritiro: a vincere è Carlos Pace, prima ed unica vittoria nella sua carriera. È questa anche l’ultima di Graham Hill, a bordo della Lola.

Edizione 1982: pole position di Alain Prost (Renault) davanti a Gilles Villeneuve (Ferrari). Al via il francese si ritrova quarto, sopravanzato dal canadese, da Keke Rosberg  e René Arnoux. Il pilota finlandese tenta di appropriarsi anche della prima posizione, ma esce di pista e rientra in settima posizione; le due Renault intanto sembravano in grave crisi, sopravanzate da tutti. Al 22° passaggio incidente tra Arnoux, Lauda e Reutemann: ritiro obbligato per tutti e tre. Poco dopo anche Villeneuve si ritira a causa di un lungo, dovuto alla manovra difensiva nei confronti di Piquet, che va al comando e conclude la gara vincendola davanti a Rosberg e Prost. Tuttavia la FIA decide di squalificare i primi due un mese più tardi su appello presentato da Ferrari e Renault: le monoposto Williams e Brabham erano di fatto sottopeso rispetto a quanto scritto nel regolamento.

Edizione 1987: prima fila monopolizzata dalle due Williams motorizzate Honda di Mansell e Piquet; al via il brasiliano prende la leadership, mentre l’inglese è autore di una brutta partenza. Rientrato ai box Piquet per un surriscaldamento del propulsore, le prime posizioni vedono Senna davanti a Mansell, che nel frattempo aveva rimontato. Il brasiliano si ritira però per un problema al motore Honda, mentre Mansell è costretto ad una sosta prolungata causata da una foratura; da ciò ne trae vantaggio Alain Prost (McLaren-TAG) che va a vincere su Piquet e Johansson.

Edizione 1991: storica vittoria per Ayrton Senna, mai vincitore nel GP di casa sino a quel momento.  Il brasiliano parte bene dalla pole position, insidiato però da Mansell. L’inglese perde tempo ai box, arretrando di fatto in classifica; recupera lo svantaggio nei suoi confronti ancora una volta ma al 61° giro è costretto al ritiro per problemi al cambio. Negli stessi giri anche Senna accusa problemi al cambio, tanto da rimanere con la sola sesta marcia: compirà gli ultimi giri in questo modo, riuscendo in un’impresa ai limiti dello sforzo umano, tanto che verrà estratto dalla vettura dai commissari, impossibilitato a muoversi per i troppi crampi. Dietro lui giunge Patrese (Williams-Renault), afflitto anch’esso da problemi al cambio e Gerhard Berger, compagno di squadra del brasiliano nel team McLaren.

Edizione 1998: Häkkinen, poleman il sabato, è il più veloce ad affrontare la prima curva; parte invece male Schumacher. Le McLaren prendono subito un passo insostenibile per gli altri. Al decimo giro Schumacher passa il compagno Irvine alla staccata della prima curva e comincia a girare con tempi vicini a quelli McLaren.; dopo la prima serie di pit stop Schumacher passa terzo.  Al 50° passaggio Häkkinen conduce davanti a Coulthard, Schumacher, Irvine, Wurz, Frentzen, Fisichella, Villeneuve. Al 54º giro si ferma anche Irvine che rientra all’ottavo posto; durante gli ultimi giri non si verificano ulteriori cambiamenti e Häkkinen vince per la terza volta consecutiva , secondo il compagno di squadra Coulthard; terzo Schumacher al primo podio stagionale.

Edizione 2002: in qualifica il più veloce è Montoya con la Williams-Bmw, seguito da Michael Schumacher (Ferrari). Il vero duello però è tutto tedesco: infatti Michael viene inseguito dal fratello minore, Ralf, dopo che Barrichello si è ritirato per blocco al cambio e Montoya  è sceso nelle retrovie. Il minore dei fratelli Schumacher tenta l’attacco una prima volta, senza riuscire ad avere la meglio. Anche dopo la sosta ai box è Michael a controllare la gara, grazie anche alla nuova monoposto; a nulla valgono gli sforzi di Ralf, che dovrà accontentarsi della seconda posizione.

Edizione 2006: dopo ben 13 anni un brasiliano torna sul gradino più alto del podio. È Felipe Massa, neo acquisto Ferrari, che dopo un’ottima partenza dalla pole mantiene il comando su tutti. In questa gara viene assegnato anche il secondo titolo mondiale a Fernando Alonso (Renault), che grazie al suo secondo piazzamento ha la meglio sul diretto rivale, Michael Schumacher, giunto quarto dopo una rimonta pazzesca. Per il tedesco si tratta anche del suo 250° GP ed ultimo con la scuderia di Maranello; terzo giunge un ottimo Jenson Button a bordo della Honda.

Edizione 2007: non accadeva dal 1986 che tre piloti si giocassero il titolo all’ultima gara di campionato; lotta aperta fin da subito tra Kimi Räikkönen (Ferrari), Lewis Hamilton (McLaren – Mercedes) e Fernando Alonso (McLaren – Mercedes). Il sabato a conquistare la pole è però Felipe Massa, seguito dai tre. Alla partenza Hamilton parte male e si fa sfilare dai due diretti rivali, perdendo successivamente altre posizioni per problemi al cambio mentre cerca di rimontare. Le due Ferrari vanno via e dopo il primo pit-stop Massa consegna la leadership al compagno di scuderia. Da dietro si rifà vivo Hamilton, che rimonta sino alla settima piazza, ma ciò non basterà a tenere quei pochi punti di vantaggio nei confronti del finlandese, che festeggerà il primo titolo mondiale.

Edizione 2008: ancora una volta è lotta a due per il titolo mondiale, questa volta a contenderselo ci sono Felipe Massa (Ferrari) e Lewis Hamilton (McLaren-Mercedes). In qualifica il brasiliano, spinto dal pubblico di casa, conquista la pole position, mentre l’inglese è solo quarto, ma con 7 punti di vantaggio in classifica. Il ferrarista manterrà la leadership per tutto l’arco della gara, incurante anche della pioggia che scende a tratti lungo il tracciato, mentre Lewis Hamilton pare in difficoltà. Tuttavia la beffa giunge all’ultimo giro, quando l’inglese riesce a superare Timo Glock, con gomme usurate, conquistando la quinta posizione: con un solo punto di vantaggio Hamilton diventa campione del mondo per la prima volta.


Edizione 2012: lotta al titolo tra Fernando Alonso (Ferrari) e Sebastian Vettel (RBR – Renault), con il tedesco in vantaggio sull’asturiano di ben tredici punti.  Al termine delle qualifiche, dominate dalle due McLaren-Mercedes di Hamilton e Button, Vettel è quarto, mentre Alonso soltanto ottavo. Alla partenza scattano tutti bene sotto una leggera pioggia, ma alla Subida do lago Vettel viene speronato e finisce in testacoda, riuscendo però a ripartire. Tre giri più tardi anche il diretto rivale è autore di testacoda, che gli costa tre posizioni; per la pioggia ed i detriti causati dai contatti viene chiamata la Safety Car, che annulla di fatto il distacco tra i piloti. Dopo la ripartenza vi è un valzer di soste ai box per scegliere la strategia migliore, che viene colta dal team Ferrari che monta gomme intermedie; in breve tempo i due piloti saranno rispettivamente 2° e 3°. Da dietro Vettel rimonta fino alla sesta posizione, superando Schumacher, all’ultima sua gara in carriera; un posto che gli vale il terzo titolo mondiale alla fine dei 71 giri previsti.

Fonte: f1grandprix.motorionline.com

mercoledì 20 novembre 2013

Nuovo Porsche Macan, il SUV versatile che mancava alla casa Tedesca di Stoccarda!! - NEW PORSCHE MACAN!


Finalmente il giorno è arrivato! Si aspettava da tempo l'arrivo del nuovo suv-crossover compatto della casa di Stoccarda, il Macan. Il nome Macan deriva da una parola indonesiana che significa "Tigre", a rappresentare l'essenza felina e scattante di questo suv dall'assetto sportivo e dalla trazione integrale. Ecco le prime foto ufficiali : frontale aggressivo, come il più grande Cayenne e posteriore più snello e filante preso "in prestito" dalla Panamera, soprattutto nelle posizioni e forma delle luci. Il modello, che fa il suo debutto al Salone di Los Angeles 2013, misura 468 cm in lunghezza, 192 in larghezza e 162 in altezza, attestandosi su valori significativamente inferiori rispetto a quelli della Cayenne (infatti il Macan è più corto di ben 17cm rispetto al Suv top gamma della Porsche..).

Parliamo un attimo delle motorizzazioni : al suo debutto il Macan avrà tre propulsori, due benzina e uno diesel. Il top è il modello "Turbo" che monta una nuova variante sovralimentata del 3.6 V6 già adottato da Cayenne e Panamera. Questa motorizzazione eroga 400 CV e 550 Nm, consentendo alla versione più sportiva di raggiungere i 266 km/h e toccare i 100 km/h da fermo in 4,8 s, a fronte di un consumo medio dichiarato di 10,9 km/l. L'altro benzina invece è il modello "S" equipaggiata con il 3.0 V6 turbo da 340 CV e 460 Nm, che secondo la Casa è in grado di spingere la crossover ai 254 km/h consentendole di scattare da 0 a 100 km/h in 5,4 s, con un consumo medio di 11,1 km/l. Per concludere il modello "Diesel" monta il 3.0 V6 a gasolio di origine Audi, capace di erogare in questo powerstep 258 CV e 580 Nm. La Porsche dichiara per questa variante una velocità massima di 230 km/h e uno scatto sullo 0-100 km/h pari a 6,3 s. Sempre secondo la Casa, il consumo medio si attesta a quota 15,9 km/l.

"Tutte le unità sono abbinabili solamente alla trazione 4x4 PTM controllata elettronicamente con frizione multidisco e cambio PDK a doppia frizione e sette rapporti. Come optional, tra i più interessanti segnaliamo il pacchetto Sport Chrono che tramite un unico pulsante permette prestazioni ancora migliori, ottimizzando anche la partenza da fermo e limando 2 decimi di secondo allo sprint 0-100. Tutte le versioni di Porsche Macan sono inoltre equipaggiate con l’Off-road Mode: tramite un semplice pulsante collocato all’interno dell’auto, fino ad 80 chilometri orari, la Macan si può alzare di 40mm per arrivare ad un’altezza da terra di ben 230 millimetri, una situazione ideale per chi volesse utilizzarla in off-road." (Fonte : Infomotori).

Se siete interessati a collaborare con il blog o chiedere informazioni, lasciate un commento! Oppure visitate la mia pagina Facebook : https://www.facebook.com/AmantiDelleSupercar

lunedì 18 novembre 2013

Nuova Mercedes-Benz Classe C - New Mercedes-Benz C Class (2014)


Dopo l'uscita della nuova serie 4 della BMW, anche la Mercedes risponde, diffondendo news e foto della nuova Classe C. Ecco qui le foto tratte da "Quattroruote.it", che immortalano la Classe C senza veli, con un evidente pacchetto AMG che la rende estremamente aggressiva. La Classe C crescerà nelle dimensioni rispetto all'attuale pur riducendo la massa totale di circa 100 kg, grazie all'esteso impiego dell'alluminio. Il nuovo telaio offre una maggiore rigidità strutturale, cruciale sia per il comfort che per l'handling. Vari tipi di materiali sono stati combinati nelle sezioni cruciali del telaio per garantire anche la massima sicurezza in caso di incidente, fornendo risultati ottimali anche nei crash test interni Mercedes-Benz, sviluppati secondo standard ancora più elevati di quelli comunemente utilizzati. In tema di sicurezza, verrà presentato in anteprima un nuovo airbag frontale per il passeggiero con sensori in grado di rilevare automaticamente la presenza di un sedile per bambini, disattivando così il sistema.

La scocca della W205, questa la sigla di progetto interna della nuova Mercedes-Benz Classe C, è un mix d'acciaio e alluminio che pesa circa 70 kg meno rispetto alla tradizionale d'acciaio. Il peso complessivo della vettura, di conseguenza, è di circa 100 kg inferiore rispetto al modello precedente (sigla di progetto W204), in virtù dell'adozione d'una struttura completamente nuova, che fa ricorso ad alluminio, parti d'acciaio lavorate a caldo e acciai ad elevata resistenza.

Il colpo d'occhio degli interni è magnifico, e si direbbe ben superiore allo standard attuale. Certamente quello in foto sarà l'allestimento più completo e quindi meno accessibile, però è senza dubbio affascinante. Consolle centrale lineare ed essenziale, tutto sembra razionale e studiato nei minimi dettagli. L'ispirazione dalle nuove Classe A e della Classe S è evidente, dalla sinuosa console centrale, priva della leva del cambio fino alle bocchette circolari e al volante sportivo. Nuovo anche il comando rotante con piattaforma touch per il sistema multimediale, che propone lo schermo in stile tablet da 8,4 pollici nella parte alta della plancia.

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domenica 17 novembre 2013

Formula 1 - Nessuna novità ad Austin, le due Red Bull in prima fila


Non cambia la solfa in F1, in questo finale un po' noioso c'è ancora una volta la Red Bull in pole position sempre con Sebastian Vettel, a seguire Mark Webber. Le novità arrivano da dietro, se così vogliamo chiamarle, perchè in fondo la Lotus di Grosjean è sempre stata l'anti Red Bull nelle ultime gare e così il francese ha conquistato il terzo tempo a fianco del grande Hulkenberg con la Sauber.
Andando oltre, in terza fila troviamo Lewis Hamilton e Fernando Alonso con l'unica Mercedes e Ferrari passate nella top ten. Settimo Sergio Perez che non ha perso la grinta nonostante non sia stato confermato in McLaren, Button invece non è entrato in Q3 e partirà solo 16simo, contando le tre posizioni di penalità. A fianco del messicano, qui accompagnato dai suoi fan, partirà Heikki Kovalainen, all'esordio in gara per questa stagione, che ha preso il volante del connazionale Kimi Raikkonen, operato ieri alla schiena.
Chiudono la top ten Valteri Bottas sulla Williams e la seconda Sauber con Gutierrez.
Massa ha chiuso 15esimo, ma partirà 14esimo per la penalità di Button.
Fuori dalla top ten anche l'altra Mercedes di Nico Rosberg, 14esimo, 11esimo Ricciardo e 12esimo Di Resta. La Force India di Adrian Sutil si è fermata invece in Q1

venerdì 15 novembre 2013

Formula 1 - GP U.S.A.: Orari del weekend


Ecco gli orari del weekend:
Venerdì
Libere 1: 16:00-17:30 (Sky Sport F1 HD – RaiSport 1)
Libere 2: 20:00-21:30 (Sky Sport F1 HD – RaiSport 1)
Sabato
Libere 3: 16:00-17:00(Sky Sport F1 HD – RaiSport 1)
Qualifiche: 19:00 (Sky Sport F1 HD – Rai 2)
Domenica
Gara: 20:00   ̶   56 giri - 308,405km (Sky Sport F1 HD – Rai 1)

TOP TEN EDIZIONI MIGLIORI:
Edizione 1975: in qualifica il più veloce è Lauda con la Ferrari, che il giorno seguente scatta bene, inseguito a breve distanza da un lungo trenino. Nelle retrovie Hunt infila in serie Mass, Peterson e Depailler, portandosi settimo. Si ritirano in breve tempo proprio Depailler e Carlos Pace, venuti a contatto in un tornante; Jochen Mass finisce fuori pista azzardando un sorpasso su Vittorio Brambilla, perdendone così tre posizioni dopo il rientro sul tracciato. Anche Regazzoni tenta il sorpasso sul tedesco, ma lo tampona dovendosi fermare ai box per una lunga sosta. Davanti intanto Fittipaldi aggancia Lauda, mentre Reutmann al 10° passaggio è costretto al ritiro per un cedimento del propulsore, seguito poco dopo da Andretti, cui si stacca la sospensione anteriore. Il duo di testa intanto si apprestava a doppiare Regazzoni, compagno di Lauda, che oppose resistenza nei confronti del pilota della McLaren, facendolo cos allontanare dall’austriaco; verrà per lui esposta la bandiera nera poco dopo. Nei seguenti giri il brasiliano recupera parte del vantaggio nei confronti del ferrarista, senza riuscire però ad impensierirlo. Dietro a questi due arriva terzo Mass, che aveva lungamente combattuto con Peterson, il quale, alla fine, aveva dovuto cedere anche ad Hunt per uno sfinimento delle gomme.

Edizione 1986: Senna parte dalla pole con la sua Lotus, dietro lui il “Leone d’Inghilterra”, Nigel Mansell, che tenta subito di impensierirlo. A rendere difficile la gara al brasiliano si aggiunge il duo Ligier Laffite-Arnoux, che approfittano di una foratura della Lotus per sorpassarlo. Dopo il cambio gomme però Senna sembra ritrovare stabilità e sicurezza: riprende il comando della corsa staccando nettamente i diretti inseguitori, ora molto meno pericolosi. Nel frattempo Piquet esce di pista, ma la monoposto viene centrata da Arnoux, che però riesce a rientrare in pista; peccato che venga a sua volta colpito dal sopraggiungente Boutsen: ritiro forzato. Vince così Ayrton Senna su Jacques Laffite, il quale aveva superato Prost negli ultimi giri, causa alcuni problemi d’accensione sulla vettura del francese.

Edizione 1991: la nuova monoposto McLaren non aveva completato neppure un giro, tanto che le due vetture da gara vengono completate alle quattro del mattino del venerdì all’interno dei garage. Senna garantisce l’affidabilità della nuova auto, supportata dal nuovo V12 Honda, così avviene: la pole è sua con un secondo di vantaggio sulla Ferrari di Prost. In gara non c’è storia per la prima posizione, Senna costruisce in breve tempo un gran vantaggio sugli inseguitori, costretti a lottare per le altre posizioni senza esclusione di colpi. Dietro a dar spettacolo è soprattutto Patrese, che con la sua Williams tenta di conquistare un podio, fino a quando la marcia si blocca in folle: la monoposto rimane perpendicolare alla pista e viene colpita da Moreno, che perde la ruota anteriore. Nel frattempo Prost, Piquet ed Alesi danno vita ad un gran duello: alla curva quattro il brasiliano supera Jean, che poco dopo è sorpassato anche dal connazionale. Grazie ad un ottimo ingresso Alain sorpassa anche Piquet, conquistando e mantenendo la seconda posizione sino al termine della gara.

Edizione 2000: si torna a correre in territorio americano dopo una lunga pausa, il circuito è stato ricavato all’interno del famoso ovale di Indianapolis. A conquistare la trentesima pole in carriera è Michael Schumacher, che pone dietro di sé le due McLaren di Coulthard e Häkkinen. La domenica si partì con asfalto umido, rendendo difficile scegliere la strategia di gara. Al via Coulthard parte in anticipo, portandosi in testa; nelle retrovie Button urta Trulli: i due rientreranno ai box senza particolari danni, ma saranno costretti al ritiro per motivi diversi. Nei primi giri molti rientrano per cambiare le gomme, ma la strategia si rivela errata: ne approfitta Schumacher che si riporta in testa dopo il drive-through di Coulthard. Ma da dietro Häkkinen rimonta: arriva a quattro secondi dal tedesco, poi il motore Mercedes cede ed è costretto al ritiro. Vince così Schumacher davanti al compagno di squadra Barrichello e ad un arrembante Frentzen con la Jordan – Honda.

Edizione 2001: duecentomila gli spettatori giunti a vedere la prova del mondiale Formula Uno, cifre da record. Pole position per Michael Schumacher (Ferrari), seguito ancora una volta da Mika Häkkinen. Al via  Schumacher mantiene la testa della corsa, seguito da Montoya e Barrichello. Nelle prime posizioni Barrichello, guadagna rapidamente terreno superando prima Montoya poi il compagno di squadra. Poi Barrichello entra ai box per il cambio gomme e al comando passa nuovamente Schumacher, tallonato da Montoya. Il colombiano passò il ferrarista nel corso del 34º giro, ottenendo poi il giro più veloce.  Le possibilità di vittoria di Montoya e della Williams svanirono quando sulla vettura del colombiano si ruppe il motore. Si porta in testa Häkkinen, tallonato da Barrichello, che però si deve ritirare poco dopo a causa di un problema al motore. Häkkinen ottenne così la ventesima  ed ultima vittoria in carriera, davanti a Michael Schumacher e Coulthard.

Edizione 2004: la Ferrari domina le qualifiche, con Barrichello che sopravanza Schumacher di 177 millesimi di secondo, terzo un sorprendente Takuma Sato (BAR – Honda). Montoya parte dai box con il muletto per problemi durante lo schieramento, ma ciò avviene irregolarmente, comportando così la sua squalifica. Dopo la partenza c’è un grande caos nelle retrovie: si ritirano Klien, autore del misfatto,  Da Matta, Massa, Pantano e Bruni. Dopo l’intervento della Safety Car Schumacher sopravanza il compagno di scuderia, portandosi in testa, dietro è battaglia tra Alonso e Sato. A causa dei detriti però l’asturiano è costretto al ritiro ed un giro più tardi la monoposto di Ralf Schumacher buca una gomma, andandosi a schiantare; il tedesco sarà portato in ospedale senza gravi lesioni. Le prime due posizioni rimangono invariate fino alla fine, mentre il terzo gradino del podio è di Sato, uscito vincente dal duello con Trulli.

Edizione 2006: ennesima pole di Schumacher che rifila oltre sei decimi a Massa, suo compagno di squadra. Al via accade di tutto: Massa scatta in testa, ma nelle retrovie, un incidente coinvolge sette auto, eliminando tra le altre dalla gara le due McLaren e Jenson Button. Al sesto giro Sato e Monteiro si toccano e si ritirano. Al ventesimo giro c’è il pit stop di Massa, leader della gara, che viene sorpassato da Schumacher. Alonso giunge solamente quinto, perdendo sei punti in ottica mondiale e vedendo il tedesco riavvicinarsi pericolosamente. Dopo Massa, secondo, giunge terzo Giancarlo Fisichella, autore di una buona prova senza particolari sbavature.

Edizione 2007: nonostante Hamilton non abbia mai corso ottiene per la seconda volta consecutiva pole e vittoria. Deve però contenere Alonso che per tutta la durata della gara. Le Ferrari arrivano subito dietro con Massa che precede Räikkönen. A punti anche l’esordiente Sebastian Vettel, ottavo, che sostituisce l’infortunato Kubica. Con questo risultato Vettel diventa il più giovane pilota ad ottenere punti in un mondiale di Formula 1. Dopo questo Gran Premio la McLaren dominava entrambe le classifiche (Piloti e Costruttori), con Hamilton davanti a Massa di ben 19 punti.


Edizione 2012: sull’appena inaugurato tracciato di Austin, disegnato da Hermann Tilke, Vettel e la Red Bull dominano le qualifiche, seguito da Hamilton (McLaren-Mercedes). Al via  Vettel mantiene il comando, più dietro ha un buono spunto Fernando Alonso, che partente dalla nona casella si porta in quarta posizione. Grosjean va in testacoda, rovina le gomme, ed è costretto a un pit stop al nono giro. Al 17° passaggio Mark Webber si ritira per un guasto all’alternatore; Alonso scala terzo. Vettel ora conduce su Räikkönen, che non ha ancora cambiato gli pneumatici, poi Lewis Hamilton, Felipe Massa (con gomme vecchie), Alonso e  Button. La classifica, dietro ai primi due, vede nuovamente Alonso terzo, seguito da Räikkönen, Massa, Grosjean e Button. Al trentacinquesimo giro Massa conquista la quarta posizione con un sorpasso su Räikkönen. La testa della classifica cambia al 42º giro quando  Hamilton prende il comando al termine del lungo rettilineo, non lasciando spazio al tedesco che giunge secondo, mentre Alonso è terzo. In questo modo la scuderia Red Bull Racing si aggiudica il titolo costruttori.

INFORMAZIONI SUL CIRCUITO
Distanza a giro: 5.513km
Numero di curve: 20
Senso di marcia: antiorario

RECORD
Giro prova: 1:35.657 – S Vettel (2012)
Giro gara: 1:39.347 – S Vettel (2012)
Distanza: 1h35:55.269 L Hamilton (2012)
Vittorie pilota: 5 – M Schumacher, A Senna
Vittorie team: 10 – Lotus
Pole pilota: 5 – A Senna
Pole team: 10 – Lotus
Migliori giri pilota: 3 – J Clark, M Schumacher, A Senna
Migliori giri team: 9 – Ferrari
Podi pilota: 7 – M Schumacher
Podi team: 21 – Ferrari

Fonte: www.f1grandprix.motorionline.com/

lunedì 11 novembre 2013

SPRAY FOLIATEC - PELLICOLA WRAPPING REMOVIBILE


Volete dare un nuovo look alla vostra vettura o moto? Volete cambiare il colore dei vostri cerchi rendendo la vostra auto unica? Ecco quest'oggi vi presento un prodotto che nell'ultimo anno ha avuto un boom di vendite e riscosso grandissimo successo. L’azienda tedesca Foliatec, specialista in pellicole in vinile, ha sviluppato un nuovo spray film che permette di cambiare la cromia delle ruote in pochi minuti. Basta smontare la ruota dall’auto, coprire adeguatamente il pneumatico, spruzzare uniformemente il film colorato e rimontare la ruota. Per realizzare ciò sono necessarie due sole bombolette spray Foliatec da 400ml l'una. La parte migliore del prodotto è che una volta applicato e asciugato sul cerchio in lega può essere rimosso come fosse una pellicola, quindi non è rischioso, non rovina il cerchio ed è semplicissimo da usare!! Ma non è tutto; altri due punti di forza del prodotto : in primo luogo la gamma di colori è praticamente infinita ( dal nero opaco, al bianco lucido, dal verde militare al carbonio opaco) quindi vi potrete sbizzarrire nella scelta. In secondo luogo lo spray Foliatec è applicabile anche ai caschi, alle componenti delle moto, alla carrozzeria della vostra auto e anche agli specchietti!!
Per finire vi lascio alla scheda tecnica e informativa del prodotto "Foliatec Spray".

Ho trovato su internet un'interessante offerta del prodotto su questo sito on-line : http://www.eurocali.it/ dove potrete trovare l'ampia gamma dello spray Foliatec e non solo.

Altre foto dello spray Foliatec :



sabato 9 novembre 2013

Debuttata al salone di Dubai la Lykan Hypersport


Al Salone di Dubai 2013 è stata presentata ufficialmente la nuova Lykan Hypersport. Come ogni auto con stile Arabo, la Hypersport si pone come un’auto eccessiva in tutti i sensi. Potentissima, esclusiva e costosa. Queste sono le sue caratteristiche fondamentali:

il cuore pulsante che fa muovere la vettura è un 3.7 flat-six realizzato dalla RUF che sviluppa ben 770 cv e una coppia di 1.000 Nm. Tutta la potenza è gestita da una trasmissione sequenziale a 6 rapporti che permette all’auto di sfrecciare da 0 a 100 km/h in appena 2.8 secondi; il tachimetro corre all’impazzata fino alla folle velocità di 395 km/h.
La Lykan ha dei proiettori a LED realizzati in diamante e delle cuciture in oro per gli interni; per gli inserti si è invece scelto di utilizzare altri materiali nobili come il titanio, il carbonio e pietre preziose. Poi c'è un display olografico interattivo che mostra le varie informazioni dell’auto.
Questa Hypercar araba è stata prodotta in soli sette esemplari al prezzo di 2.4 milioni di euro ciascuna che comprende però un prezioso orologio da polso in edizione speciale marchiato Cyrus Klepcys del valore di oltre 150.000 euro.

mercoledì 6 novembre 2013

DUBAI POLICE - Brabus G63 AMG

New vehicle for Dubai Police..The Brabus G63 AMG!
Un nuovo super veicolo per la Polizia di Dubai..La Brabus G63 AMG!
ITA - Si sa a Dubai qualsiasi cosa deve essere esagerata, fuori dagli schemi, risultando a volte ridicola, anzi assurda. Questo è il caso dell'ultima trovata della Polizia di Dubai, che come sappiamo ama spendere cifre folli per acquistare le più veloci e blasonate supercar del pianeta per la "sicurezza" dello stato. Ebbene si, dopo la Ferrari FF, la Lamborghini Aventador, l'Aston Martin One 77 e la Bentley Continental, si aggiunge anche l'"insolita" Brabus G63 AMG. A voi ogni commento a riguardo...

ENG - The Dubai police force has just given us a new reason to get arrested - it's added a Brabus-tuned G63 AMG to its fleet.
Yep, the 690bhp B637 "700 Widestar" is the latest lump of exotica the Emirati rozzers can tool around in. And with a top speed of 149mph, 0-60mph time of 4.9 seconds and a roster of off-road credentials, it'll be able to bring many deserty high-speed pursuits to a close.
It rounds off the Dubai police force's crim-troubling armada of 217mph Lamborghini Aventador (for high-speed motorway chases), 208mph four-wheel drive Ferrari FF (for, er, wintry high-speed motorway chases), and 197mph Bentley Continental (for storing more than one assailant). ("Topgear.com").

QUI/HERE ---> DUBAI POLICE SUPERCARS

lunedì 4 novembre 2013

Abarth 695 Maserati Edition


 La Nuova Fiat 500, uno dei modelli più riusciti degli ultimi anni in casa Fiat, ha ampliato la sua offerta per una "nicchia" di acquirenti, con questo modello (uscito nel 2012), chiamato Abarth 695 Maserati Edition. Come si può ben capire è la rivisitazione della Abarth, con dediche ispirate al tridente Maserati. La vettura è basata sulla versione Cabrio della 500 Abarth e sotto al piccolo cofano è posizionato l' 1.4 litri T-Jet 16 valvole da ben 180CV e 250NM di coppia massima; l'unità è a sua volta accoppiata al cambio robotizzato a cinque rapporti Abarth Competizione, dotato di paddles al volante. Per una vettura leggerissima e super compatta, questi valori si traducono in strada con prestazioni eccezionali. Infatti la Abarth 695 Tributo Maserati, scatta da 0-100 km/h in soli 7s e riesce a raggiungere la notevole velocità massima di 225 km/h.

Anche i consumi sono ridotti (almeno secondo i dati rilasciati) infatti : consumo medio di 6,5 l/100 km e di emissioni di CO2 pari a 151 g/km. "L'Edizione Maserati sarà costruita in soli 499 esemplari numerati, verniciati nell'esclusiva tinta Bordeaux Pontevecchio tristrato (proveniente dalla cartella colori del Tridente), con capote grigio titanio ed interni in pelle beige sabbia, sedili sportivi, finiture in carbonio e finitura UV-LUX fioccata per i pannelli porta.

La ricca dotazione di accessori comprende cerchi 7x17" Neptune ispirati al design delle gt modenesi, assetto Koni FSD, impianto frenante maggiorato Brembo con dischi freno scomponibili e pinze a quattro pistoncini grigie, impianto di scarico dual mode con terminali personalizzati, fari allo xeno, sistema Blue&Me con navigatore TomTom2 ed impianto audio JBL da 400 Watt. Non mancherà infine un pacchetto di accessori e merchandising personalizzati, come il Travel Pack Tramontano con borse da viaggio in pelle color antracite." (fonte : "Quattroruote.it").

Ecco altre foto della Abarth 695 Maserati Edition :




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Immagini tratte dal Web.

domenica 3 novembre 2013

Formula 1 - Ancora lui, a Yas Marina vince Vettel


Ha perso la pole ma non la gara e adesso sono sette vittorie consecutive quelle di Vettel in questa stagione. Un vantaggio enorme dal suo compagno di squadra Webber, trenta secondi, partito in pole. Terzo Rosberg, a completare il podio. La gara per le prime posizioni non ha avuto storia, la bagarre si è scatenata dietro.
Alonso è stato autore di un'ottima rimonta, aiutato anche da un ultimo stint corto con le gomme soft che gli hanno permesso di ottenere il giro più veloce in gara. Davanti allo spagnolo della Ferrari si è però posizionato Grosjean, ancora abile a tenere la Lotus che non paga tra i primi.
Male è andata a Raikkonen, partito ultimo e ritiratosi al primo giro per una toccata, forse anche voluta e cercata per far finta di correre, perchè i pagamenti non sono arrivati e Kimi ora potrebbe non gareggiare ad Austin e San Paolo. Il finlandese ha lasciato il circuito quasi subito.
Settimo è giunto Hamilton che in queste ultime gare sembra poco combattivo, superato addirittura dalla Force India di Paul Di Resta, sesto. Solo ottavo Felipe Massa che nella prima parte di gara era andato più forte del compagno di squadra e aveva fatto un superbo sorpasso su Hamilton. Strana la decisione di farlo fermare per mettergli le gomme medie e non soft, quasi a bloccarlo per far stare davanti Alonso, in quanto il brasiliano aveva nuovamente disubbidito agli ordini di scuderia di lasciare strada all'asturiano (che bisogno c'era poi...).
Hanno completato la top ten Sergio Perez, nono, e l'altra Force India di Sutil, decimo.
Ora mancano solo più due gare al termine, Austin e San Paolo prima della meritata sosta.

Formula 1 - Webber in pole a Yas Marina


Ci sono due novità nel report delle qualifiche del Gran Premio di Abu Dhabi, Vettel non è in pole position e Alonso non è entrato nella top ten. Ma la sostanza in definitiva non cambia in quanto partirà al palo il compagno di squadra del tedesco quattro volte campione del mondo, ovvero Mark Webber, alla terz'ultima gara in F1. Al suo fianco ovviamente il tedesco pluiridato.
Alonso è solo 11esimo, qualche problema in Q1 e Q2 hanno relegato Nando fuori dalla Q3, sbattuto fuori, si fa per dire, da Massa, entrato decimo. Il brasiliano, alle ultime battute con la Ferrari, si è poi qualificato ottavo, davanti a Perez, anch'egli unico alfiere della McLaren nei primi dieci, Button partirà solo 13esimo, dietro a Di Resta.
Tornando su, dietro alle due Red Bull c'è una seconda fila tutta Mercedes, con Rosberg terzo ed Hamilton quarto, che non ha potuto migliorare nell'ultimo giro, causa un testacoda forse sofferto a causa di un problema tecnico.
In terza fila troviamo con il quinto tempo Raikkonen che, nonostante i mancati pagamenti, ce l'ha messa tutta a stare davanti a Hulkenberg, ancora stratosferico con la sua Sauber, sesto. A fianco del già citato Massa c'è Romain Grosjean, settimo, con l'altra Lotus, chiude la top ten Ricciardo con la Toro Rosso.
La Mercedes ha mostrato di trovare il miglior passo quando arriva il buio e fa più fresco, ma si ha la sensazione che questa volta Webber ce la possa fare ancora a vincere una gara con la Red Bull, prima di passare all'Endurance.

domenica 27 ottobre 2013

Formula 1 - Vettel vince in India. Il mondiale è suo


Sebastian Vettel è di nuovo campione del mondo di Formula 1. Il pilota tedesco della Red Bull ha trionfato nel Gran Premio dell'India e ha conquistato il quarto titolo iridato consecutivo.
Il 26enne di Heppenheim, al 10° successo stagionale e al 36° della carriera, ha vinto la sesta gara di fila e ha archiviato il Mondiale con 3 gare d'anticipo rispetto alla fine della stagione.
Sull'asfalto del Buddh International Circuit, Vettel ha preceduto la Mercedes del tedesco Nico Rosberg e la Lotus del francese Romain Grosjean. Nonostante il ritiro di Mark Webber, la Red Bull si è assicurata matematicamente anche il titolo Costruttori.
Vettel ha festeggiato la quarta corona con uno spettacolare burn out dopo aver tagliato il traguardo e poi si è inchinato davanti alla sua monoposto. Lo show è proseguito con un inchino davanti a un pubblico in delirio.

La Ferrari, invece, si è consolata con il quarto posto di Felipe Massa, mentre Fernando Alonso ha chiuso con una deludente undicesima posizione dopo una gara da dimenticare. Lo spagnolo ha danneggiato l'ala anteriore al via e dopo il pit stop obbligato è precipitato nelle retrovie

sabato 26 ottobre 2013

Formula 1 - Vettel conquista la pole position in India


Sebastian Vettel ha conquistato la pole position al Gran Premio dell'India dove, domani, con un piazzamento nei primi cinque conquisterà il titolo Mondiale 2013.
Vettel, alla settima pole stagionale e alla 43ª della carriera, ha fatto segnare un crono di 1'24"119 e domani scatterà accanto alla Mercedes del connazionale Nico Rosberg (1'24"871). In seconda fila si schierano la Mercedes dell'inglese Lewis Hamilton (1'24"941) e la Red Bull dell'australiano Mark Webber (1'25"047).
Il brasiliano Felipe Massa, al volante della Ferrari, ha ottenuto il quinto tempo in 1'25"201 e aprirà la terza fila completata dalla Lotus del finlandese Kimi Raikkonen (1'25"248). Solo quarta fila per la rossa di Fernando Alonso che ha fermato il cronometro su 1'25"826 ottenendo l'ottavo tempo, dietro alla Sauber del tedesco Nico Hulkenberg (1'25"334).
Hanno completato la top ten le McLaren-Mercedes del messicano Sergio Perez (1'26"153) e dell'inglese Jenson Button (1'26"487).

domenica 13 ottobre 2013

Vettel non perdona, conquista anche Suzuka


Sebastian Vettel non perde colpi e vince anche a Suzuka. Pur non avendo conquistato già matematicamente il titolo, perchè Alonso è giunto quarto, ma ha messo una seria ipoteca sul mondiale, che potrebbe con più facilità ottenere in India.
Il tedesco non era partito benissimo, perchè alla prima curva si è trovato addirittura terzo, essendo stato superato da Grosjean, gran partenza la sua, e dal compagno di squadra Mark Webber. Una toccata con Hamilton, poi costretto al ritiro, aveva rischiato di compromettere anche la corsa del tedesco, in quanto nell'impatto con la gomma dell'inglese della Mercedes aveva leggermente danneggiato l'ala anteriore. Ma alla fine, ben guidato dal suo team via radio, Seb è riuscito a recuperare e trovarsi ancora una volta davanti a tutti.
La battaglia dietro si infiammava, anche perchè a metà corsa Ricciardo sulla Toro Rosso ha fatto da tappo ad una serie di piloti che non riuscivano a superarlo, tra i quali Hulkenberg, ancora a suo agio in gara. Alla fine al tedesco è riuscita la manovra di sorpasso ma questa volta non ha potuto resistere agli attacchi di Alonso, giunto così quarto al traguardo, e a quelli del futuro compagno di squadra dell'asturiano, Kimi Raikkonen, quinto.
La novità è stato il settimo posto dell'altra Sauber, quella del messicano Gutierrez, autore di una grande partenza e di una bella gara che gli ha consentito di guadagnare i suoi primi punti mondiali, attesi da tempi.
Ottavo è giunto Rosberg, con l'unica Mercedes rimasta in gara, costretto anche ad un drive-through a causa di un'uscita maldestra dal suo box dopo il pit stop mentre sopraggiungeva Sergio Perez. Collisione mancata per un pelo.
Hanno chiuso la top ten Jenson Button sulla McLaren, nono, passato sotto la bandiera a scacchi davanti a Felipe Massa con l'altra Ferrari.

sabato 12 ottobre 2013

Formula 1 - Suzuka, la pole va a Webber


C'è sempre una Red Bull in pole position anche a Suzuka, ma è quella di Mark Webber che l'ha soffiata al compagno di squadra Sebastian Vettel, che partirà al suo fianco in prima fila. Il terzo è stato Lewis Hamilton che proprio nell'ultimo giro ha battuto gli altri concorrenti in lotta proprio per la posizione d'onore dietro alle imbattibili macchine di Milton Keynes.
Buona anche la prestazione di Roman Grosjean quarto con la prima Lotus, con Felipe Massa subito dietro, quinto, ancora una volta più veloce del suo compagno di squadra Fernando Alonso, solo ottavo.
Sesto e settimo i due Nico, Rosberg davanti a Hulkenberg, ancora una volta strabiliante con la sua Sauber.
Nono Kimi Raikkonen che ha preceduto l'unica McLaren rimasta nella top ten, quella di Button, accreditato del decimo posto. Domani la gara si mostra interessante anche se le due Red Bull, manco a dirlo, sembrano essere ancora le più veloci.

giovedì 10 ottobre 2013

Novitec Rosso ritocca anche la F12 Berlinetta


Le principali caratteristiche di questa incredibile F12 sono dei miglioramenti al motore, ora a quota 781 cv, e delle pesanti modifiche estetiche che includono un vistoso bodykit allargato. Ma andiamo più nel dettaglio.
L’intero kit estetico di conversione è realizzato a mano con l’ultrasottile e ultraresistente fibra di carbonio, e regala all’auto un aspetto estremamente aggressivo oltre che un’aerodinamica più efficiente rispetto alla F12 standard.

Anche i cerchi da 21 pollici all’anteriore e 22 al posteriore sono realizzati appositamente per la N-Largo, con un disegno specifico e una conformazione in tre elementi scomponibili in materiale forgiato. Non mancano affinamenti delle sospensioni, che sono state riviste per essere più sportive, più basse (di 40 mm) e che sono state dotate di un sistema di sollevamento elettronico del frontale.
Gli interventi riguardanti il motore hanno invece portato la potenza ad un valore superiore di 41 cv rispetto al modello standard, e ad una spaventosa coppia di 722 Nm, per una velocità massima dichiarata di oltre 350 km/h.

Gli ingegneri Novitec sono intervenuti sulla mappatura della centralina e sulla progettazione di un sistema di scarico sportivo a quattro uscite, che a richiesta può avere anche il controllo elettronico delle valvole a farfalla che permette di ridurre le emissioni di CO2.
Impressionante la larghezza della N-Largo: siamo infatti a ben 205 cm, 11 in più della F12 standard. Tutto questo incremento delle dimensioni ha fatto sì che potessero essere installate nuove prese d’aria e passaruota maggiorati per ospitare gli pneumatici di dimensioni 255/30 ZR 21 all’anteriore e 335/25 ZR 22 al posteriore, dando all’auto un aspetto più muscoloso che mai.
Ogni presa d’aria o spoiler presente sulla N-Largo ovviamente non è lì a caso: tutto ha una sua funzione aerodinamica specifica, studiata nel tunnel del vento per avere i migliori effetti sull’auto, ma il progetto è stato realizzato anche in modo da avere un look d’impatto: la F12 N-Largo non passerà di certo inosservata.
Sia lo spoiler anteriore che il “baffo” sul cofano sono disponibili anche in carbonio, così come la griglia frontale e il diffusore posteriore in cinque pezzi, che crea ulteriore downforce alle alte velocità rendendo l’auto estremamente stabile e sicura.
Nessun dettaglio riguardo il prezzo di questa conversione.

Altre foto della Novitec Rosso F12 N-Largo


























Le informazioni sono state prese dal sito www.supercarteam.com/
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